La sostituzione dei denti persi comporta il coinvolgimento degli elementi contigui alla mancanza, spesso sani. In alcuni casi le condizioni non permettono di ottenere protesi fisse, e si è costretti a ricorrere ad apparecchi 'mobili', che vanno rimossi e puliti dopo ogni pasto. L'implantologia consiste nel posizionamento chirurgico di strutture cilindriche in titanio all'interno dell'osso nelle sedi corrispondenti alle mancanze, che verranno usate come 'radici artificiali'.


 




 

Questo ci permette di non coinvolgere i denti contigui né con preparazioni che ne compromettano l'integrità né usandoli come appoggi per ganci o attacchi che molto spesso ne riducono la stabilità. Nella grande maggioranza dei casi, inoltre, si possono ottenere protesi fisse, che non devono essere rimosse e possono essere pulite come se fossero denti naturali.
 
 

                     Arcata superiore con impianti                           La protesi fissa in ceramica


 

Gli impianti possono essere posizionati in qualunque momento: sia subito dopo l'estrazione che a distanza di anni, a patto che lo spessore residuo dell'osso sia sufficiente a garantire stabilità. Esistono comunque tecniche chirurgiche avanzate che consentono l'uso degli impianti in pressoché tutte le condizioni ossee.

Il titanio è un metallo caratterizzato da un'alta tollerabilità, tanto che è comunemente usato nella produzione delle protesi ortopediche. Non esiste il rigetto, che è la reazione verso un tessuto organico biologicamente attivo, come avviene nei trapianti d'organo: il titanio non stimola alcuna reazione immunitaria da parte del tessuto ricevente, viene anzi 'osteointegrato', inglobato cioè dall'osso con un processo che richiede dai quattro ai sei mesi a seconda della sede di inserzione.


 

PERFORAZIONE
INSERIZIONE IMPIANTO
IMPIANTO PROTESIZZATO
 
 
L'intervento chirurgico viene effettuato ambulatorialmente in anestesia locale ed è del tutto indolore. Il dolore postoperatorio è assente, tanto che la normale attività lavorativa può essere ripresa immediatamente o al massimo il giorno successivo.
 
 
 
 
Dopo dieci o quindici giorni la gengiva è guarita e gli impianti sono invisibili, al di sotto di essa. Così restano per tutto il periodo necessario all'integrazione: cinque mesi per l'arcata superiore e tre mesi per l'inferiore.
 
 

Subito dopo l'intervento
Punti in seta

Dopo 10 giorni


 

Al termine di questo periodo di attesa, dopo una piccola anestesia, il chirurgo effettuerà una apertura sulla gengiva ed esporrà la testa dell'impianto sul quale verrà avvitato un moncone metallico come supporto per i vari tipi di protesi.

 

 


• Si scopre l'impianto


• Si posiziona la vite di guarigione


• La gengiva dopo 7 giorni

 



Le controindicazioni alla terapia implantologia sono quelle comuni a tutte le procedure chirurgiche: cure antitumorali eseguite recentemente, malattie in atto, gravidanza in corso, stati di  tossicodipendenza.  Il fumo e la scarsa igiene orale facilitano le complicazioni.

Sarà buona norma avvertire l'odontoiatra se si assumono abitualmente farmaci, in modo che la terapia possa essere aggiustata, se necessario, nei giorni immediatamente precedenti l'intervento.

Le complicanze riguardano il 4-5% dei casi, nei quali non avviene l'osteointegrazione e l'impianto viene espulso.  Ciò capita generalmente nei due mesi successivi all'intervento ed è un processo indolore. Dopo due o tre settimane si può procedere al posizionamento in quella sede di un nuovo impianto. Sono molto rare le perdite di impianti negli anni successivi alla protesizzazione, anche perchè al momento di applicare le capsule su di essi se ne verifica la stabilità e la buona salute.


 

Esempi di protesizzazione su impianti in casi di edentulia totale


 

 



Il successo della terapia dipende in modo decisivo dalla collaborazione del paziente. Sarà necessario effettuare una radiografia panoramica delle arcate dentarie e, in alcuni casi, una TAC maxillo-facciale col metodo Dentascan.

In casi particolari è possibile ricavare, da una apposita elaborazione della TAC, una mascherina in plastica che ci permetterà di inserire gli impianti più sicuramente ed in maniera meno 'cruenta'.

Sarà necessario assumere una dose di antibiotico e una di antinfiammatorio per sei giorni, iniziando da quello precedente l'intervento. Nella prima settimana dopo l'impianto è preferibile non masticare sulla ferita e pulire regolarmente con lo spazzolino gli altri denti evitando di traumatizzare la zona operata. Continuare così anche nelle settimane successive, curando di avvertire tempestivamente l'odontoiatra nel caso si noti una qualsiasi alterazione nella zona, o si percepisca dolore o pulsazione.

Dopo la protesizzazione sarà necessario pulire regolarmente i denti con spazzolino e dentifricio dopo ogni pasto e, almeno una volta al giorno, usare il filo interdentale o gli scovolini dritti per evitare l'accumulo di placca sugli elementi di ponte e sui colletti degli impianti, sciacquando poi la bocca con collutorio.

Il rispetto di queste semplici norme è garanzia per mantenere in buona salute le gengive e quindi gli impianti per lungo tempo. La durata del lavoro dipenderà dall'applicazione e dall'impegno quotidiano nell'igiene orale.

realizzazione grafica: studio (yogurt) - powered by Sinte

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il Dott. Francini Naldi è ospite di varie
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